In mostra ad Arese l’Alfetta dell’acqua e i dieci «Cavalli Marini» del Biscione- Corriere.it

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Il Museo Storico Alfa Romeo chiama i Cavalli Marini per spronare il pubblico, e non temere le visite intelligenti e l’offerta di cultura nei tempi poco felici che viviamo. I suggestivi destrieri arrivati ad Arese non appartengono alle Valchirie, ma ad uno dei capitoli luminosi e meno noti della storia dell’Alfa. Sono le competizioni motonautiche di diverse classi, che tra gli anni ’30 e ’80 portarono allori mondiali e nazionali alla Casa del Biscione.

Dieci scafi belli come violini. I curatori del Museo in collaborazione con Enti e Collezioni di rilievo internazionale, hanno dunque raccolto dieci imbarcazioni di eccezionale pregio, oltre a motori e cimeli. Un vero antipasto di mare che precede – con lo stesso biglietto d’ingresso – la ben nota scorpacciata di automobili. E da queste, in realt, si parte anche nel nuovo percorso espositivo, che schiera accanto al primo scafo una folgorante Alfetta del 1950. Pochi sanno che quando questa vettura conquist il primo titolo di Formula 1 della storia (GP di Silverstone), sull’acqua il suo motore aveva gi vinto tre campionati del mondo, un titolo italiano e battuto il record mondiale di velocit.

La Alfetta dell’acqua. Ai comandi dell’Alfetta dell’acqua – che fu battezzata Arno II e fu costruita dai Cantieri Picchiotti di Viareggio – c’era Achille Castoldi, della famiglia da cui usc anche il cugino Mario, maggior ingegnere aeronautico italiano degli anni ‘30. Proprio Achille Castoldi aveva ottenuto, sin dal 1938, l’uso riservato per la motonautica dell’ otto cilindri in linea. E fu sempre lui, alla fine del 1943, a mettere in salvo alcune delle preziose Alfette da competizione, nascondendole in una fattoria ad Abbiategrasso, al riparo dai bombardamenti e dalle requisizioni dei nazi-fascisti. Tornando all’avventura dell’Arno II, il battello fu poi pilotato da Achille Varzi, che sal sul podio della Luino Cup nel 1948.

Un palmares d’eccezione. Un altro alfiere della categoria il Laura 1, che insieme a Moschettiere, Tamiri e Laura 3 – quest’ultimo addirittura spinto da due propulsori Alfetta in linea – ha scritto pagine memorabili di sport. In mostra ad Arese anche altri esemplari dal palmars impressionante: l’entrobordo Loustic 2, costruito dal cantiere Celli di Venezia e dotato di un motore 1300 della Giulietta AR530. Nel 1964 si aggiudic tre record mondiali di fondo delle 5, 10 e 15 miglia. E poi lo splendido Molinari-Alfa Romeo 2500, unico esemplare esistente, che nel 1966 vinse il titolo mondiale: ha la carrozzeria in lega d’alluminio fatta dal reparto elicotteri dell’Agusta. In onore alla collaborazione nel settore, la coda riporta la colorazione dei primi aerei di linea dell’Alitalia. Insieme alla tecnologia e alla dinamica dei fluidi (acqua e aria insieme, in questo caso) la bellezza la terza emozione che colpisce il visitatore, perch questi Cavalli marini, in alluminio o di mogano, sono belli come sculture.

In acqua anche il V8 della Montreal. Continuando la visita si incontra il Molivio AR GTA su cui correva Leopoldo Casanova: dal 1968 al 1972 vinse un titolo europeo, 4 titoli italiani, e segn per 4 volte il record del mondo di velocit in 3 classi. E poi il Celli del 1970 (primo dei 4 racers 2500 motorizzati con il Montreal-Autodelta marino e pilotato da Antonio Pietrobelli), il Lucini-Alfa Romeo 2000 vincitore del record mondiale R3 nel 1974 e, l’anno successivo, campione del mondo. C’ infine il Popoli-Alfa Romeo della Collezione del Museo. Con questo scafo e motore tipo 33 (portato a due litri e mezzo da Autodelta), Casanova ha fatto registrare un record mondiale tuttora imbattuto, alla media oraria di 225.145 Km/h.

La mostra, completata da una esposizione di modelli in scala di altre imbarcazioni motorizzate Alfa Romeo, aperta nei regolari orari del Museo e sar visitabile, con distanze e presidi ampiamente di sicurezza, fino al 21 febbraio 2021.

21 ottobre 2020 (modifica il 21 ottobre 2020 | 19:29)

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